GREEN UTOPIA

La seconda edizione della città vegetale con architetture di salice, arundo donax, bambù, paglia, terra cruda

A cura di Maurizio Corrado

Dall’14 aprile all’8 maggio, negli spazi della Fabbrica del Vapore, si volgerà la seconda edizione di Green Utopia, una piccola città utopica di duemila metri quadri con esempi reali di architettura vegetale: salice, arundo donax, bambù, paglia, terra cruda, la più innovativa e concreta risposta alle esigenze di sostenibilità contemporanee nell’architettura e nel design.

Il filo conduttore di questa seconda edizione è il ‘Pleistocene’, una proposta di azzeramento totale dal quale si può ripartire usando il corpo e ciò che lo circonda. La città vegetale vivrà di giorno con laboratori e workshop mentre la sera si accenderà di luci, proiezioni, musica, teatro, performance trasformando l’utopia green in uno spettacolo continuo.

La prima edizione di Green Utopia ha dimostrato nei fatti che un altro modo di costruire è possibile e ha indicato una direzione: costruire il proprio spazio con le proprie mani, coi materiali che la terra ci offre da sempre, terra, piante, immaginazione, soprattutto questa, la capacità di immaginare il proprio futuro realizzandolo senza aspettare che cali dall’alto. Riprendere il contatto sacro con la terra, sviluppare quello che siamo sempre stati da duecentomila anni, esseri mobili fatti per stare all’aperto.

La seconda edizione approfondisce proprio questo tema, riallacciandosi a un movimento culturale più vasto che prende il nome di ‘Paradigma Pleistocene’ che sarà sviluppato in particolare nell’evento PLEISTOCITY, tre giorni di cultura pleistocenica a cura di Matteo Meschiari, Maurizio Corrado e Francesco Gori, che si svolgeranno all’interno di Green Utopia il 23, 24 e 25 aprile. Tra civiltà e apocalisse, tra decadenza e progresso, c’è un prima e un dopo che inspiegabilmente attrae. Gli storici lo chiamano Preistoria, gli ambientalisti Wilderness, i filosofi Utopia, ma più che uno spazio nel tempo o un tempo nello spazio è un modo di vedere il mondo per intuizioni, un sistema di visioni e d’idee che aiuta a pensare il contemporaneo. Il Paradigma Pleistocene, da Giordano Bruno a Paul Shepard, da Lascaux a Keith Haring, attraversa in modo trasversale il pensiero scientifico, filosofico, religioso, emerge nell’arte e nelle abitudini alimentari, e si riassume in un’idea: noi siamo chi eravamo, fatti per muoverci e per stare fuori, siamo memoria genetica e incarnazione attuale dell’uomo del Paleolitico. Mobilità, leggerezza, manualità, ricerca dell’essenziale, materiali primari, comunità, racconto: le tracce di questa presenza sono ovunque e vivranno durante Green Utopia.

Green Utopia è anche una mostra di architettura vegetale, per la prima volta in Italia si vedranno le architetture di bambù e Arundo Donax del gruppo Caña Viva di Barcellona, una torre di sei metri progettata dallo studio Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure di Berlino e realizzata da Bambuseto, case in pannelli di paglia, legno, terra cruda, architetture di salice vivo, boschi della mente vincitori del concorso Forest Graal.

GREEN UTOPIA MILANO EXPO 2015

A cura di Maurizio Corrado.

In collaborazione con Milano Makers.

Gruppo di progettazione: Luca Gnizio, Giacomo Mencarini, Andrea Facchi, Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma, studio Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure di Berlino, Caña Viva di Barcellona.

Istallazioni Gaetano Fracassio, Tarshito, Roberto Maci.

Visual marketing Paolo Schianchi, Christiane Burklein, Francesco Cibati.

Media partner Wolters Kluwer Italia.

Patrocini Accademia di Belle Arti di Verona; Accademia di Belle Arti di Bologna; La Sapienza Università di Roma, Facoltà di Architettura, Dipartimento di architettura e progetto; DMC Design Management Consulting, ADI Associazione Design Industriale. Con l’adesione di AIAPP, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, sez. Lombardia.

www.nemetonmagazine.net

www.facebook.com/GreenUtopiaArchitetturaVegetale

http://greenutopia.architetto.info/

GREEN UTOPIA

The second edition of the plant city

With architectures in willow,  arundo donax, bamboo, straw, mud

Curated by Maurizio Corrado

From 14th April to 8th May, in the spaces of the Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, Milan, the second edition of GREEN UTOPIA will be held: a small Utopian city of two thousand square metres with real examples of  plant architecture: willow, arundo donax, bamboo, straw and mud, the most innovative and concrete response to the contemporary demands of sustainability in architecture and design.

The leitmotif of this second edition is the Pleistocene, a proposal to write off everything, from which to restart, using the body and what surrounds it. The plant city will live during the day with workshops whilst in the evening it will light up with lights, screenings, music, theatre and performances, transforming the green utopia into a continuous performance.

The first edition of GREEN UTOPIA showed in the facts that another way of building is possible and indicated a direction: building your space with your own hands, with the materials that the earth has always offered us, soil, plants, imagination, especially this, the ability imagine our future by making it real without waiting for it to fall from above.  Coming into sacred contact with the earth once again, developing what we have always been for two hundred thousand years, mobile beings  made to live outdoors.

The second edition investigates this theme even further, linking to a wider cultural movement which takes the name of Pleistocene Paradigm, which will be developed in particular in the  PLEISTOCITY event, three days of Pleistocene culture curated by Matteo Meschiari, Maurizio Corrado and Francesco Gori, which will be held in Green Utopia on 23rd, 24th and 25th April. Between civilization and apocalypse, between decadence and progress, there is a before and after which inexplicably attracts. Historians call it Prehistory, the environmentalists Wilderness, philosophers Utopia, but more than a space in time or a time in space it is a way of seeing the world by intuition, a system of visions and ideas that  helps conceiving the contemporary. The Pleistocene paradigm, from Giordano Bruno to Paul Shepard, from Lascaux to Keith Haring, transversally goes through scientific, philosophical and religious thought, emerges in art and in  food habits, and can be summed up in an idea: we are who we were, made to move and to be outside, we are genetic memory and the present incarnation of the man of the Stone Age. Mobility, lightness, manual skills, a search for the essential, primary materials, community and story: the traces of this presence are everywhere and will live during Green Utopia.

GREEN UTOPIA is also an exhibition of plant architecture, for the first time in Italy the architectures in bamboo and Arundo Donax by the Caña Viva group of Barcelona will be seen; a tower six metres tall designed by the firm of Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure of Berlin and created by Bambuseto, houses in panels of straw, wood, mud, architectures of living willow, woods of the mind, winners of the Forest Graal competition.

GREEN UTOPIA MILAN EXPO 2015

Curated by  Maurizio Corrado.

In collaboration  with Milano Makers.

Design Group Luca Gnizio, Giacomo Mencarini, Andrea Facchi, Faculty of Engineering of the Università La Sapienza, Rome,  Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure of Berlin, Caña Viva of Barcelona.

Installations Gaetano Fracassio, Tarshito, Roberto Maci.

Visual marketing Paolo Schianchi, Christiane Burklein, Francesco Cibati.

Media partner Wolters Kluwer Italia.

Sponsors Academy of Fine Arts of Verona; Academy of Fine Arts of  Bologna; La Sapienza University of Rome, Faculty of Architecture, Department of Architecture and design; DMC Design Management Consulting, ADI Associazione Design Industriale. With  AIAPP, Italian Association of Landscape Architecture, Lombardy section

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