Design No Brand

Perché DESIGN NO BRAND :
In Italia il mondo del design spesso sottovaluta gli obiettivi posti da 2030 Agenda for Sustainable
Development e da Europe 2020, in particolare manca una visione di crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva, una visione che abbracci tutte le sensibilità che compongono la galassia
dei designers.
Noi di Milano Makers abbiamo cercato di non lasciare nessuno indietro, abbiamo sempre proposto
una visione del design autoprodotto che tenga conto il più possibile degli obiettivi sopra
esposti e possiamo affermare che negli anni la partecipazione alle nostre manifestazioni è stata
di aiuto a molti, molte, makers. Per i makers che hanno partecipato o partecipano alle nostre
manifestazioni, negli anni oltre un migliaio, l’attività di autoproduzione costituisce normalmente
una integrazione al reddito, anche se in non pochi casi i ricavi derivanti dall’autoproduzione sono
diventati la principale se non l’unica fonte di guadagno.
Un altro obiettivo che da sempre perseguiamo come associazione, è volto a migliorare la capacità
di interazione fra designer autoproduttori e mondo artigiano.
I makers sono designers indipendenti non legati ad aziende o brands particolari, da qui l’idea di
sviluppare una manifestazione chiamata DESIGN NO BRAND che tocchi questi aspetti. Il mondo
NO BRAND attualmente trova pochissimo spazio nelle manifestazioni di design nonostante possa
declinarsi in tante maniere. Presenteremo una nuova tappa della nostra ricerca sulla digital production
in collaborazione con un gruppo di artigiani della Carnia e anche una nuova esperienza
collaborativa con il mondo ceramico pugliese.
Ma Il progetto espositivo DESIGN NO BRAND dedicato alla Design Week 2019 in Fabbrica del
Vapore si basa anche sulla semplice e complessa domanda: esiste un sistema per trasformare
inquinamento, disoccupazione, migrazioni, abuso delle risorse del pianeta, discarica, rifiuti, emarginazione,
disabilità, in opportunità? Sì, si chiama economia circolare.
Così come la malattia è un segnale che il corpo ci lancia per evidenziare un problema e invitarci a
risolverlo, l’economia circolare può essere concepita come un gioco, dove l’abilità sta nell’avere
delle visioni e individuare la soluzione laddove sembra non ce ne siano affatto.
Per rispondere a questa domanda la curatela di Milano Makers ha scelto una serie di gruppi
di professionisti legati all’ambito associativo, che da anni si occupano del tema dell’economia
circolare sviluppando progetti di ricerca-azione sul campo, nelle aree metropolitane del territorio
nazionale, attraverso la produzione di design sociale ed ecologico; le associazioni prescelte sono:
T12 lab (Milano), Giacimenti Urbani (Milano), Linaria (Roma).
Tutti questi gruppi sono stati selezionati per il loro alto grado di qualità professionale e per i risultati
dei loro progetti sia in termini di manufatti e prodotti, come di strategie laboratoriali, che
nascono dai temi dell’ecologia, del riuso, dell’inclusione sociale, della formazione professionale,
costruendo percorsi di ricerca realizzati con persone che vivono in situazione di emarginazione o
degrado, sino a realizzare prodotti di design di alta qualità venduti ad un mercato sensibile alle
questioni sociali ed ecologiche.
Il tema DESIGN NO BRAND verrà sviluppato in sinergia tra le differenti associazioni, coinvolgendo
sponsor tecnici ad hoc ed organizzando eventi dimostrativi durante tutte le giornate del Fuori
Salone, per mostrare al mondo itinerante della Design Week, la qualità del progetto espositivo
proposto, ecologico, inclusivo, di alta manifattura.

Per informazioni su come partecipare, visita www.designnobrand.com

Why DESIGN NO BRAND:
The Italian world of design often underestimates the goals set by the 2030 Agenda for Sustainable Development and by Europe 2020, and it lacks a vision for smart, sustainable and inclusive growth, a vision that includes all the sensibilities that compose the designers’ constellation.
We at Milano Makers try to never leave anybody behind. We have always advanced an idea of self-produced design that takes as much as possible into account the aforementioned goals, and we can say that, throughout the years, participating in our exhibitions has been of help to a great number of makers; to them, all things considered around a thousand people, self-produced work amounts to an integration of their income, though in many cases those revenues have become their main, if not only, source of profit.
Another aim that we’ve always pursued as an association is to ease the interactions between self-produced designers and craftspeople.
Makers are independent designers, untied to companies or specific brands; this is the reason behind an exhibition called DESIGN NO BRAND. The NO BRAND world has at the moment little to no space in mainstream design fairs, despite being such a multifaceted and vibrant environment.
We will present the next step of our research on digital production together with a group of artisans from the Carnia region in north eastern Italy, as well as a new experience with the ceramists of Apulia.
But the DESIGN NO BRAND project for the 2019 Design Week also grounds itself in the complex question: is there a way to change pollution, unemployment, over-exploitation of the planet’s resources, waste into opportunities? Yes, and it’s called circular economy.
In the same manner a disease is a signal that the body throws our way to underline a problem and push us towards a solution, circular economy can be seen as a game where the rule is to find solutions where there only seem to be unsolvable problems.
To answer this question, the direction of Milano Makers chose a series of professional groups that for years concerned themselves with circular economy, developing research-action projects on the field, in urban areas across the nation, through social and ecological design; these associations are: T12 lab (Milan), Giacimenti Urbani (Milan) and Linaria (Rome).
They have been selected for their high degree of professionality and for the result of their works, from a point of view of both products and workshop strategies, which rise from themes of ecology, re-use, social inclusion and of training, establishing step by step a development course with people living in a condition of marginalisation or neglect, with the aim of crafting products of high quality design, sold on a market sensible to social and ecological questions.
The different associations will work in synergy to develop the idea of DESIGN NO BRAND, bringing in specific technical sponsors and organizing informative events during the whole period of the DESIGN WEEK, to underline the quality of the displayed project: inclusive, ecological and of high craftsmanship.

For info on how to participate go to www.designnobrand.com